domenica 17 agosto 2008

Consumi energetici della macchina del pane

Per farsi un'idea precisa della quantita' di energia elettrica necessaria per produrre una pagnotta di pane con la MdP occorre dotarsi di un Energy Meter. Il modello che ho utilizzato per questo test e' l'FHT-9999, uno strumento che potete acquistare online per una dozzina di euro.

Lo strumento in questione e' provvisto internamente di una batteria ricaricabile al litio ed il suo uso e' molto semplice, basta frapporlo tra la presa elettrica e l'appliance da monitorare per visualizzare sul display LCD il consumo istantaneo di potenza (espresso in Watt) ed il consumo energetico totale (espresso in kWh).

Per azzerare i valori di misura basta premere i tre tasti grigi contemporaneamente dopodiche' il test puo' avere inizio.

Il protocollo e' quello standard descritto nel manuale per la massima automatizzazione del processo (poolish con timer impostato a 11 ore, programma standard, crosta scura, ribaltamento a meta' cottura).

Nella fase iniziale di impastamento del poolish e nelle successive due fasi di impastamento del programma la potenza assorbita non supera i 75 Watt come si evince dall'immagine sotto.


Sul display appaiono nell'ordine: ora corrente, potenza istantanea, costo orario in eurocent a tale potenza istantanea.

L'assorbimento di energia durante i tempi di maturazione del poolish e di lievitazione e' talmente irrisoria da non essere rilevabile dal meter. Questo e' comprensibile in quanto durante tali fasi occorre alimentare solo il display e l'elettronica di contorno.

Come si puo' facilmente intuire il maggior consumo si ha durante la fase di cottura. La macchina del pane e' provvista di un termostato interno che commuta al raggiungimento di una temperatura prefissata. Durante la cottura quindi l'elemento riscaldante si accende e si spegne in continuazione allo scopo di rispettare il profilo termico richiesto dal programma.

E' possibile udire distintamente gli scatti del termostato in corrispondenza dei picchi di potenza misurati dal meter. L'immagine sotto immortala la massima potenza istantanea assorbita durante la cottura, 481 Watt.

Al termine del processo, durato poco piu' di 11 ore, il misuratore ha rilevato un consumo totale di 0.4 kWh di energia elettrica, come testimonia l'immagine sottostante (nell'ordine: tempo totale di monitoraggio, consumo energetico totale, costo totale in decimi di Euro).

Per amor di precisione occorre considerare che durante l'estate si ha un consumo leggermente inferiore perche' la temperatura ambiente e' di qualche grado superiore rispetto alla stagione invernale (in altre parole in inverno occorre un po' piu' di energia per mantenere lo stesso profilo termico). Per questa ragione e' opportuno fare una valutazione conservativa arrotondando il valore registrato dal misuratore al decimale successivo.

Per concludere possiamo affermare che l'intero processo di panificazione con la macchina del pane richiede appena 0.5 kWh, corrispondenti a 0.11 Euro di energia elettrica.

Il costo di una pagnotta risulta quindi essere:

  • 0.30€ di farina Manitoba;
  • 0.12€ di farina 00;
  • 0.02€ per 0.5g di lievito secco;
  • 0.05€ per sale, zucchero, strutto;
  • 0.11€ per 0.5kWh di energia elettrica (0.22€/kWh);

Il totale ammonta a 0.60€ per una pagnotta del peso finale di 750g. Il costo del pane domestico con MdP risulta dunque di 0.80 Euro/Kg.

Ho provveduto ad aggiornare il manuale alla luce delle rilevazioni fatte.

microguru

12 commenti:

Ross ha detto...

Ed è, oltre che più economico, anche più sano! Pensare che ora il pane costa 2, 3 euro al chilo, se non di più!!

Anonimo ha detto...

Buongiorno,

ho letto con interesse e curiosità il suo blog... curioso ed incredibilmente affascinante per l'aspetto "tecnologico".

Odio disturbare le persone ma siccome mi sto accingendo a comperare una macchina del pane proprio non mi trattengo dal farle una domanda circa la potenza; spero perdonerà questa "invadenza".

la potenza dichiarata sui cartellini di vendita a cosa si riferisce? in 3 negozi diversi ho ricevuto 3 risposte diverse

a) la potenza "generale" (cito: cioè che al peggio assorbe così [no comment])

b) la resistenza

c) il motore che impasta (considerazione...con 800W posso andare ad arare non ad impastare)

qual è quella vera?

A me sembra scontata sia la resistenza.

dato che l'energia è potenza per il tempo che legame c'è tra potenza assorbita dalla resistenza e tempo impiegato per raggiungere la temperatura d'esercizio? (la considerazione nasce dal verificare se questa equivalenza a titolo esemplificativo è vera o meno 600W x 60 minuti = 800W x 45 minuti).

Cordialmente,



Antonio

microguru ha detto...

Ciao Antonio,
il dato di targa della potenza nominale delle MdP purtroppo ti dice poco o nulla sull'effettiva qualità di cottura del prodotto finale.
I modelli testati in questo blog hanno una potenza nominale di 600W.
Questa è la somma della potenza nominale degli utilizzatori elettrici che compongono la MdP: circa 500W per l'elemento riscaldante, circa 80W per il motore elettrico dell'impastatrice più qualche watt per l'elettronica di controllo.

La potenza del resistore e del motore sono scelti oculatamente dal progettista in funzione della quantità max di impasto da trattare, del profilo termico desiderato (crosta chiara/scura), del grado di isolamento termico del forno previsto, ecc...

In breve può cuocere meglio (a parità di capacità) una MdP da 600W ben progettata di una MdP da 800W che sopperisce con la forza bruta alle proprie carenze progettuali.

Le relazioni in gioco sono di tipo lineare e dipendono in gran parte dal calore specifico dell'impasto (circa 0.5kcal/kg*°C) per quanto riguardo il calore necessario e dalla conducibilità termica del cestello per quanto riguarda la velocità di cottura per conduzione.

Per concludere la tua equazione è corretta ma produce risultati organolettici diversi (per es: più calore per un tempo più breve produce una crosta più sottile)

:)

gbrego ha detto...

Buongiorno, devo scegliere un modello di MdP e non avendo esperienza a riguardo ho notato che una differenza molto evidente tra i vari modelli e' appunto la potenza. Ci sono certamente altre differenze meno riconoscibili per esempio sui programmi e sulle caratteristiche meccaniche. Ho pensato che una potenza maggiore possa incidere non tanto sulla cottura ma sulla capacita' di impastare in maniera efficace e senza compromettere la macchina, magari anche quando la macchina e' a pieno carico e l'impasto non e' morbidissimo. oppure una buona potenza puo' consentire alla macchina di non sforzare eccessivamente il motore e dare quindi una maggiore durata all'elettrodomestico. Che ne pensate ?

microguru ha detto...

@gbrego

purtroppo il puro dato della potenza di targa non ti permette di fare alcuna deduzione sulla qualita' progettuale della macchina.
A parita' di pezzature max da trattare, una potenza superiore puo' nascondere un'economia nella scelta degli isolamenti termici oppure addirittura puo' essere una mera operazione di marketing.
Non ti offre nessuna informazione nemmeno sulla potenza del motore impastante.
Se la macchina e' stata adeguatamente dimensionata sia in termini di potere calorico sia in termini di forza impastante lo si scopre solo testandola on field.

:)

Marco ha detto...

ciao,leggo con molto interesse circa le capacita' dei vari modelli,ma non avete ancora parlato del modello ventilato.mi sapreste dare qualche informazione sulla validita' della kenwood bm350 con questa caratteristica.grazie

Giulia ha detto...

Ciao, ho letto con interesse il tuo esperimento e l'ho linkato nel post sulla macchina del pane che ho pubblicato sul mio blog di recentissima apertura (http://signoraquilone.blogspot.com/)! Complimenti!

Anonimo ha detto...

grazie molte per questa prova, utilissima per dimostrare agli scettici che continuano a dirmi che i costi sono più alti di quelli dimostrati dal test.

Marcella ha detto...

Che bell'articolo! COmplimenti! Lo faccio leggere ai miei che appena hanno visto la mia nuova macchina del pane hanno sgranato gli occhi!!!!

Anonimo ha detto...

Complimenti per l'articolo, ora ho un aiuto in più per poter comprare la Mdp contro la volontà e lo scetticismo altrui.
Grazie

Anonimo ha detto...

Avrei voluto leggere prima il tuo articolo così da non riportare indietro la mdp... Dopo aver ascoltato chi mi diceva che per fare il pane mi sarebbe costata tanta energia elettrica

Creativa ha detto...

Utilissimo articolo, fatto bene e con gran precisione nonchè estrema chiarezza per chi, sazio di buon pane, è comunque a digiuno di cognizioni tecniche😉...Faccio il mio pane integrale con molto amore e molta gioia. Dopo la lettura del tuo scritto, anche di più. Grazie! A chi me ne farà richiesta, manderò la ricetta del mio buon pane integrale al saraceno, senza sale ma saporitissimo grazie a un piccolo (grande) segreto!